Il paese dei Balocchi: Collant autunno/inverno 2013/2014 by Emilio Cavallini

Io vorrei tanto capire come mai, negli ultimi anni, la moda sembra avercela così tanto con i collant.
La moda ha sdoganato da tempo certe regole che sembravano ferree del nostro bon ton, dettate in tempi non così tanto lontani dalle nostre nonne. Esse, ma anche le nostre mamme se come me siete vicine ai quaranta, ci facevano presente che in chiesa, a un matrimonio, a una cerimonia di qualsiasi tipo il collant sempre e comunque…! anche con 45 gradi all’ombra e un’umidità che abbatterebbe un dromedario. Perché “le gambe-nude-a-un-evento-così-fanno-tanto-cafona-tesoro”.
Ora questi tempi sono lontani. E per certi versi, ciò è positivo: se una nostra amica si sposa con un clima più adatto a un pomeriggio in spiaggia che a una cerimonia, possiamo sentirci libere di lasciare lo strumento di tortura (perchè tale diventa il collant quando si boccheggia per il caldo!) nel cassetto fino ai primi freddi.
Ma da qui a condannare senza appello questo strumento di un’eleganza se vogliamo, sensuale, e senza età, ce ne passa.
Perché noi italiani, che abbiamo nel DNA un buongusto innato, dobbiamo rinunciare a un baluardo della nostra eleganza per copiare usanze che secondo me era meglio rimanessero confinate nei paesi dove sono nate?
Ma sul serio è meglio andare in giro conciate così?

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A rischio di sembrare polemica, secondo me no.
Perché diciamoci una cosa: mentre per noi è sempre stato perfettamente normale indossare i collant, in altri paesi, specie in quelli di tradizione anglosassone ma non solo, è sempre stato considerato un lusso. E da qui a considerarlo inutile il passo è stato breve.
Quello che mi sfugge è il perché, invece di esportare nel mondo noi questa moda, la globalizzazione ci vuole portare a vergognarcene, e a toglierci i collant anche quando sarebbe meglio averli addosso.
Perché si fa presto a parlare di calzino, quando si hanno 20 anni e gambe da silfide. Ma quando le estremità non sono poi così perfette, nulla come il giusto collant fa miracoli nel minimizzare i difetti e ridare le giuste proporzioni.
E le gambe nude? Beh, sono la prima che cerca di togliersi i collant appena fa capolino la primavera, e a metterli il più tardi possibile in autunno. Ma questo perché amo il caldo, e in certo senso per me rimettermi il collant vuol dire che la bella stagione è davvero finita…cerco di posticipare l’odiato momento il più possibile!
Ma nessuno mi convincerà mai che quando fuori ci sono -5 gradi sono più belle un paio di gambe pallide, piene di chiazze rosse per il freddo, con le ginocchia ruvide, di un paio di gambe infilate in un paio di calze!
Per fortuna, per le patite dei collant come la sottoscritta, le sfilate del prossimo autunno-inverno hanno fatto vedere ancora gli orridi calzini, ma anche tanto tanto collant. Colorato, pesante, ma c’è anche un grande ritorno a quello velato, il non plus ultra dell’eleganza in determinati contesti.

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Una delle prime collezioni a uscire con la moda autunno/inverno 2013-2014 è ora Emilio Cavallini, che sul sito ha già messo tantissime foto.

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C’è tanta bella roba: a me sono piaciute soprattutto le fantasie geometriche in bianco e nero, colori che questo autunno andranno ancora fortissimo:

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O i pois, trend estivo che ci traghetterà anche nella stagione più fredda.

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E gli arabescati, che sono splendidi per vivacizzare il vecchio abitino nero di cui non sappiamo più che fare.

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Molti di questi collant sono già in vendita on line sul sito della marca, in anteprima assoluta, con prezzi che vanno dai 16 ai 19 euro.
Nonostante ami l’estate, la bellezza di questi collant, accessorio che io adoro, ha fatto vibrare un po’ il mio cuoricino!

6 Pensieri su &Idquo;Il paese dei Balocchi: Collant autunno/inverno 2013/2014 by Emilio Cavallini

  1. Ora, io il calzino lo aborro (fa tanto gambaletto), anche se la parigina in certi contesti mi piace… però per le calze a geometria o quelle arabescate (che hanno la parte bianca proprio nella zona centrale) non servono 5m di gambe per un peso totale di 12kg?:-/
    V

    • Le calze a fantasia non ingrossano la gamba come uno può pensare…occorre bilanciare le proporzioni ma “funzionano” bene anche se non si è alte 1,85 come le modelle. Esempio: abbinarle a un tacco, anche medio, che slanci. L’abbinamento con i bikers boots, tanto di moda adesso, di sicuro non funziona con calze così, non se si vuole slanciare la gamba almeno perché te la tranciano in modo impietoso. E poi si può giocare con la parte sopra: se si prediligono gonne o abiti dalle linee più scivolate, anche svasate, invece di quelli aderenti, l’effetto finale con calze così è molto bello anche se le gambe non sono proprio da gazzella!

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